Risposte ai problemi della vita, # 14
Lane Kim, Gilmore Girls
Saving Grace vs CSI

Grace: "Mmm... Puoi attribuire l'impronta di uno zoccolo ad un solo cavallo?"
Rhetta: "Solo se gli Who suonano in sottofondo".
Grace: "E' un no?"
Rhetta: "E' un no".
Chuk & Grace. Loro non dormono. Aspettano.

Deve usare una controfigura nelle scene di pianto.Può circondare i suoi nemici. Da solo.
Ha contato fino a infinito. Due volte.
E ora ha un'erede.
Chuck Norris alias Walker Texas Ranger (c'è differenza?) ha ora un'anima gemella. Uno spirito affine. E' Grace Hanadarko, interpretata da Holly Hunter, protagonista del serial Saving Grace.
Walker e Grace sono due valorosi paladini della legge, entrambi si battono contro il crimine e lo fanno lontano dalle mondane metropoli delle coste ma nelle sconfinate zone rurali dell'America profonda, quella più vera. Walker nel suo Texas, Grace nell'amata Oklahoma.
Sono due duri, due cowboy solitari, forti, decisi, testardi. Hanno metodi poco ortodossi e non esitano a infrangere le regole per far trionfare la giustizia.
Ognuno di loro ha un fedele aiutante, Walker ha Trivette e Grace ha Rhetta: validi colleghi sul lavoro soprattutto amici leali in grado di sopportare il loro comportamento da spiriti liberi e indomabili.
Entrambi hanno un mentore indiano, figura paterna e legame con le antiche tradizioni. Infusi di saggezza dei nativi americani, i nostri eroi vivono con intensità il rapporto con la loro terra e la rispettano. Concreti e diretti, preferiscono il cavallo all'auto, le indagini sul campo a quelle condotte al pc o in laboratorio.
Nessuno dei due si tira indietro davanti a una sana scazzottata. Sono tipi fisici, la loro migliore arma è il loro corpo. Walker dispensa con generosità i suoi famosi calci rotanti. Grace le acrobazie preferisce farle tra le lenzuola.
Da ultimo, ma non meno importante, le loro avventure iniziano e finiscono al bar davanti a una birra.
Grace però ha un angelo custode che veglia su di lei.
Deve averglielo mandato Chuck.
Telefilm Festival. Il personalissimo palmarès della solita telespettatrice



Il Telefilm Festival non prevede un concorso. Senza nessuna competizione ufficiale, ogni spettatore è libero di proclamare per sé vincitori e sconfitti della rassegna...Signore e signori, ecco il mio personalissimo palmarès.
OSCAR PER LA FOTOGRAFIA E LA SCENOGRAFIA: Pushing Daisies
Perché la necrofilia non è mai stata così attraente. Décor anni '50, colori sgargianti, diners & cherry pie, lovers & lollypops.
LADY OSCAR PER LA SCENEGGIATURA ORIGINALE: Back to You
Ovvero The Sitcom is Back... ed è in gran forma. L'immancabile laugh track a malapena riesce a tenere il ritmo frenetico delle battute.
PREMIO DELLA GIURIA ALLA TRAGRESSIONE: Sarah Silverman
La nostra beniamina alle prese con sciroppi allucinogeni, barboni assassini, peti vaginali e altre amenità.
PALMA D'ORO DEL TRASH: Unhitched
Perchè nei primi 3 minuti del pilot assistiamo a una rara scena di sodomia zoofila, precisamente ad opera di uno scimpanzè sul nostro protagonista. Seguono dettagli medici su lacerazioni e penetrazione. Chi ben comincia...
PARDO D'ORO DELLA COMICITA': Hidden Palms
... nel senso di comicità involontaria. Dopo Dawson's Creek, ancora un gruppetto di parrucconi egocentrici e logorroici per Kevin Williamson. Ancora il suo feticismo per biondini dalle pettinature improbabili.
LEONE D'ORO DELL'HORROR: Visitors
... nel senso di orrore involontario. Non bisognerebbe mai riguardare i miti dell'infanzia...
COPPA DEL NONNO: I Soprano
In occasione dell'uscita italiana del 1° cofanetto, eccoli per una volta sul grande schermo. Accompagnati da arancino e cheesecake, ricette Soprano doc, offerti dal Festival. Per il 2° cofanetto ci aspettiamo anche un bicchiere di vino.
GIARRETTIERA DI SETA: Californication
Impossibile resistere al fascino di questo show sexy, intelligente e romantico.
COUSCOUS DI PLATINO: Arab labor
Per guardare il Medio Oriente con altri occhi, occhi da orientale. Commedia brillante sulla vita quotidina di una famiglia palestinese in Israele.
MENZIONE SPECIALE AI NERD: Chuck, Big bang theory, Aliens in America
Per la perseveranza di una categoria che ancora cerca la rivincita.
PREMIO "5° POTERE": Studio 60, Boris
La TV che parla di TV, con le giuste dosi di intelligenza, cattiveria e umorismo.
PREMIO SPECIALE "L'ETA' DELL'INNOCENZA": H2O
Per il candore delle protagoniste, ospiti del festival: due adolescenti alte 1 metro e 90 e vestite da sera. Per il pubblico in sala, età media 5 anni, che domandava alle star quale fosse il loro gusto di gelato preferito. Perché per una generazione di telespettatori le sirene non evocheranno tragici sacrifici d'amore.
PREMIO SPECIALE "LA FINE DELL'INNOCENZA": The Reaper
Il giorno del suo 21° compleanno, Sam scopre che i genitori hanno venduto la sua anima al diavolo. Welcome to the cruel world.
ORSO D'ORO PER LA COLONNA SONORA: Hidden Palms
La musica? Ottima e abbondante. Perché lo show da il meglio quando i protagonisti non parlano.
NASTRO D'ARGENTO DELLA SFIGA: Big shots
4 uomini lamentosi e vittimisti giocano a fare Sex & the City al maschile. Perdono tutti.
OSCAR ALLA CARRIERA: I Simpson
Una selezione di 4 storici episodi. Visti e rivisti. E da rivedere. Ancora. Prima e dopo i pasti. Vi sentirete meglio.
Sicuramente ho dimenticato qualcosa... D'OH! Accolgo suggerimenti, obiezioni, discussioni.
Ugly Series La scoperta di una telespettatrice ingenua
Il mio problema, in realtà largamernte condiviso da tutti i telefili nostrani, era capire il perché dell'assurda, illogica, fastidiosa e, almeno apparentemente, insensata collocazione delle serie nei palinsesti rai e mediaset. Perché programmare i nostri amati telefilm in orari improbabili, cambiare continuamente giorno e canale di messa in onda, fregarsene dell'ordine cronologico degli episodi?
La risposta di un dirigente Mediaset: perché non possono lamentarsi. Tutto qui. Elementare Watson.
Perché non ci avevo pensato prima?!
I telefilm ammericani, nonostante la loro presenza massiccia nella programmazione, sono in raltà l'ultima ruota del carro nelle nostre TV. Costano poco, molto meno che produrne di nostri; durano poco, sono quindi i tappabuchi universali, adatti a qualsiasi vuoto del palinsesto; soprattutto non avanzano pretese di visibilità né chiedono rispetto come attori, registi, produttori e conduttori delle trasmissioni made in Italy.
E noi che pensavamo che i telefilm.... Che ingenui!
Per noi sono bellissimi, per chi conta non valgono un granché. A casa sono i nostri prediletti, in ufficio sono i brutti anatroccoli.
Un po' quello che accade all'adorabile Betty Suarez.
Occhio alla penna! Josh Schwartz

Pubblicato su Telefilm Magazine n° 39, Aprile 2008, rubrica "Occhio alla penna".
Josh Schwartz ha sempre saputo cosa sarebbe diventato da grande: uno sceneggiatore. A 12 anni si abbona a Variety, a 21 vende il primo script alla Tristar, poi lascia la facoltà di cinema per Hollywood e... il resto è storia. Nel 2001, a soli 26 anni, crea The O.C. e rivoluziona il teendrama. Diventa il più giovane autore di una serie drammatica nella storia della TV USA. Il tutto senza avere un solo giorno di esperienza nello staff creativo di un telefilm. Josh, anche produttore esecutivo, scrive personalmente quasi tutti gli episodi della 1° stagione, fatica ricompensata dal successo planetario della serie. Nel 2007 conferma la speciale sensibilità per l'universo adolescenziale con Gossip Girl, che adatta da una collana di romanzi. Infaticabile, negli stessi mesi debutta con la spy-comedy Chuck, ed è un altro successo.
I TEEN. Con O.C. Schwartz muove guerra alle regole obsolete del teendrama. Usa la “strategia del cavallo di Troia”: conquista la Fox con un pilota all'insegna di sfilate di moda, falò sulla spiaggia, tramonti e bikini; ma sotto la superficie patinata stile Beverly Hills 90210 c'è in realtà uno show più profondo e anticonformista. A fare la differenza, i personaggi, autentici e in continua evoluzione: sono loro i guerrieri nascosti nel cavallo. Ispirandosi a Cameron Crowe e Nick Hornby, costruisce intorno a loro credibili e avvincenti relazioni in grado di attirare anche il pubblico maschile. I dialoghi scritti da un ventiseienne, poi, suonano veri e non artificiosamente giovani. La strada per GG è già spianata.
I GRANDI. Se Josh è abbastanza giovane da ricordare sentimenti e slang da teenager, è anche abbastanza cresciuto da capire che la vita dei genitori può essere altrettanto interessante, leggi incasinata, di quella dei loro figli. Nei suoi teendrama i genitori non sono i soliti moralisti asessuati, sempre pronti a predicare. Le loro vicende si intrecciano naturalmente con quelle dei giovani protagonisti. E conquistano anche il pubblico adulto.
I GEEK. Ogni autore racconta qualcosa di sé attraverso i suoi personaggi. Schwartz, il ragazzo prodigio, l'adolescente ebreo solitario e secchione, l'eastcoaster spaesato tra la fotogenica fauna universitaria del Sud California, lo ha fatto soprattutto attraverso quell'adorabile sfigato di Seth Coehn, il vero outsider di O.C. Ora il testimone sembra passato al timido Chuck Bartowsky, mago dei pc e spia per caso, un'altro irresistibile geek destinato a grandi cose.
Il Buono, il Brutto, il Cattivo. La nuova squadra del Dottor Casa
Peccato per Tagliagole, aveva iniziato a piacermi. Ma la serie non aveva bisogno di un altro personaggio scostante e spregiudicato, avrebbe tolto importanza a Il Grande Bastardo che noi tutti amiamo (uno spinoff per lei magari? fiiico...).
13 invece ricopre a perfezione il ruolo lasciato vacante da Cameron: La Buona. La migliore spalla possibile per House, l'idealista in grado di far risaltare il suo cinismo.
Accanto a lei, Kutner e Taub, Il Brutto e Il Cattivo, uno pasticcione e l'altro scaltro, ma tutt'altro che monolitici, abbastanza imprevedibili e ben assortiti come lo erano Chase e Foreman.
Risposte ai problemi della vita, # 13
Gregory House, House M. D
Occhio alla penna! Shonda Rhimes

Shonda Rhimes, classe 1970, ha scritto solo due commedie per il cinema (Principe azzurro cercasi con Anne Hathaway e Crossroads con Britney Spears) quando adotta una bambina: costretta a casa, riscopre la TV e rimane stregata da Felicity e Buffy. E' allora che decide di scrivere telefilm che possano avere lo stesso magico effetto sulla gente. A 5 anni, raccontava al registratore storie che la mamma poi trascriveva per lei; trent'anni dopo, le sue parole sarebbero state ascoltate da milioni di persone in una sola sera, quella del debutto in TV del suo show: Grey's Anatomy. La sua vita cambia per sempre. Da mamma single e scrittrice independente, Shonda diventa autrice ed executive producer di un telefilm di culto, la guida creativa di un team di 200 persone. E' la 1° donna nera a raggiungere questa posizione e la serie si distingue per il cast multietnico. L'anno dopo vince un Golden Globe per Best Drama. Nel 2007 bissa il successo di Grey's con lo spinoff Private Practice.
LA VISIONE. Il metodo creativo di Rhimes è “image-driven”: nasce da un'immagine evocativa, una scena che coinvolge un personaggio e che improvvisamente le appare vivida nella mente. Può essere l'inizio di un plot, il punto di svolta, il finale. Lei scrive la storia intorno a quell'immagine, in funzione di quel momento. Questo vale per la costruzione di un episodio, una stagione, persino l'arco dell'intera serie. Shonda infatti dichiara di avere da sempre chiarissima in mente l'immagine finale di Grey's.
LA SCRITTURA. L'autrice delinea l'arco narrativo dei protagonisti per l'intera stagione. Poi passa settimane nella writers room per guidare il suo team (12 sceneggiatori, selezionati da lei). Quindi revisiona la 2° e la 3° stesura di ogni script, attenta che ogni minimo dettaglio sia fedele alla sua visione dei personaggi. Infine dà gli ultimi, magici ritocchi prima di consegnarlo agli attori.
LA MUSICA. La musica ha un ruolo chiave nelle sue creazioni. A casa, Shonda preparava per sé la playlist più appropriata a ogni script cui si dedicava. Ora, tutte le canzoni dei suoi show sono scelte da lei.
I PERSONAGGI. C'è qualcosa di Rhimes in ognuno dei suoi personaggi, per questo ne è così gelosa. “Meredith sono io”: è quella che dà voce ai suoi pensieri più intimi. Ma le appartengono anche la schiettezza della Bayleys o le nevrosi di George. Ora il suo nuovo alter ego è Addison: una donna adulta che ha già ottenuto il successo nel lavoro ma, come Shonda, ancora cerca il suo Principe Azzurro.
Risposte ai problemi della vita, # 12
George Costanza, Seinfeld
La vita, lo squalo e tutto quanto. Memorie e delirio della solita telespettatrice

Scena che mi era rimasta impressa da quando, piccolissima, l'avevo vista la prima volta... ma per la ragione opposta: "WOW! Fonzie è così fico che salta uno squalo!".
Ma anche a 5 anni mi ero resa conto che qualcosa in quel telefilm non andava più, perché un paio di scene dopo Richie rifiuta un ingaggio a Hollywood per andare all'Università... Ah!
Vabbè lo squalo, ma questa non se la beve neanche un bambino.
Non solo: Richie è incoraggiato a questa scelta nientemeno che da Fonzie che dopo il salto non è più lo stesso e infatti di lì a poco si riduce a fare il papà moralista di Chachi - l'outsider è integrato, il sistema colpisce ancora.
Insomma, mi sa che da piccola avevo già capito le cose che contano nella vita... e nella finzione. Cosa è accettabile e cosa non lo è.
Saltare uno squalo? Se po' ffa. Rifiutare fama e ricchezza nello showbusiness? Non prendeteci in giro (almeno non voi: sceneggiatori, attori e producer di Hollywood).
Chiudo quindi con alcune parole di saggezza, parafrasando (nientemeno che) il Vangelo, con la celebre parabola del cammello e della cruna dell'ago:
"E' più facile che un Fonzie salti uno squalo che un ragazzo rifiuti un ingaggio a Hollywood". Amen.
Bad Sex & No City. La delusione di una telespettatrice a caccia di misteri
Partiti Bree e Orson con il loro strascico di segreti, delitti, tentati stupri, la vita a Wisteria Lane scorreva tranquilla come in Sitcomland, tra appuntamenti, flirt, gelosie e - colpo di scena! - un'ernia del disco.
Sembrava di assistere a un Sex & the City suburbano, cioè con molto pudore e poca vita mondana... in pratica Little Sex & No City (o anche Bad Sex & No City, stando al primo fallimentare approccio tra Carlos e Edie).
Sono state poi introdotte le "grandi novità" della prossima stagione: Carlos e Edie mettono su famiglia (Carlos alle prese con una compagna sexy, egoista e promiscua... mmm, mi sembra di averlo già visto), Susan è fidanzata ma innamorata di Mike (idem), Gabrielle esce con l'aspirante sindaco (ancora un déja-vu, stavolta da Sex & the City), Lynette gestisce la pizzeria con l'aiuto di un direttore sexy (bah?!).
Insomma, sembra che ancora una volta tutto il lavoro sporco toccherà a Bree e Orson: rimangono solo loro a fornire agli spettatori in astinenza la giusta dose di mistero e morbosità. Ma in quale macabra, tragicomica vicenda potranno ancora essere coinvolti? Lei ha già sepolto due mariti. Tutta la famiglia di lui, amante compresa, è già stata sterminata. Scartando l'improbabile arrivo di una diabolica prozia o un bisnonno maniaco, cosa potrà ancora capitare all'inquietante coppia di nevrotici? Confidiamo nella loro lucida follia che li rende capaci di stravolgere anche le situazioni più banali e nella sfortuna che sembra perseguitarli: sono due personaggi che sanno come rovinarsi la vita. Per la gioia di noi spettatori.
Infine, riponiamo le nostre speranze anche nella signora McClusky, l'adorabile vecchietta con le pantofole ai piedi e il marito nel congelatore, stile Arsenico e vecchi merletti. L'ultima inquadratura della stagione ci lascia con questo classico ma promettente cliffhanger. Per fortuna, a Wisteria Lane c'è ancora qualcuno con una storia da raccontare.
Risposte ai problemi della vita, # 11
Edie Britt, Desperate Housewives
Buffy 4ever
Buffy: "Wish me monsters".

Pubblicato su Telefilm Magazine n° 36, gennaio 2008
E' il primo giorno di scuola, una soleggiata mattina d'autunno a Sunnydale, California, quando Buffy Summers impara dal bibliotecario una lezione che non potrà dimenticare, e scopre che da quel momento le si chiederà molto di più che non i compiti a casa e gli esercizi da cheerleader: lei è la cacciatrice prescelta per sconfiggere i demoni e le forze del male che minacciano l'umanità. Da quel momento, il suo mondo non sarà più lo stesso...
Neanche il mondo dei telefilm.
Nel corso delle 7 stagioni televisive, Buffy ha dimostrato a tutti che l'immaginario horror non è materiale per un ristretto gruppo di nerd ma è in grado di conquistare un pubblico vastissimo ed eterogeneo, con storie profonde, toccanti, inquietanti, divertenti.
Tra scontri, incantesimi, morti e risurrezioni, ci ha svelato che l'adolescenza non è un periodo dorato ma può essere un vero tunnel dell'orrore.
Ci ha insegnato, infine, che non sempre una bionda scappa gridando su per le scale davanti al pericolo, come negli stereotipi del film dell'orrore illustrati da Scream, ma può tenere a bada tutti i mostri del mondo. Di qualunque mondo.
Molti telefilm di oggi le sono debitrici. Molte storie non sarebbero state raccontate prima della serie di Joss Whedon. Diamo un'occhiata all'eredità lasciata dalla nostra Ammazzavampiri preferita nel piccolo schermo e non solo...
MONSTERS & CO.
Vampiri e fantasmi, angeli e demoni, visioni e premonizioni. Non si vedeva tanto horror dai tempi Christopher Lee e Bela Lugosi, dalla serie di film con La Mummia, Dracula e Frankestein coi bulloni in fronte e le scarpe ortopediche, per capirci. Negli ultimi tempi, il soprannaturale vive un nuovo periodo d'oro, soprattutto nel mondo dei telefilm. Da quando la nostra eroina di Sunnydale ci ha aperto le porte del Buffyverse, i palinsesti sono ormai invasi quotidianamente da oscure presenze. Per la gioia di noi telefili.
Ecco allora alcune serie che ci mostrano in una luce tutta nuova le cittadine della provincia americana, solo apparentemente tranquille e noiose: i cacciatori di Supernatural, sorta di road movie dell'orrore in cui i fratelli Winchester girano l'America per liberarla dai suoi demoni (ma diciamocelo, in due non hanno la metà della grinta della nostra biondina ammazzavampiri... senza offesa!); tra i campi di grano del Kansas, invece, il giovane Clark Kent deve vedersela ogni settimana con un nuovo mostro mutante che minaccia la sua Smallville.
Anche il poliziesco si macchia di soprannaturale con Allison DuBois, una Medium al servizio della legge: le sue allarmanti premonizioni, oltre a togliere il sonno al marito, sono in grado di dare una svolta decisiva alle indagini della squadra omicidi. Ma ci sono ancora altre donne alle prese con macabre visioni. C'è la protagonista di Tru Calling, interpretata nientemeno che da Eliza Dushku, la Faith di Buffy, una che di fantasmi se ne intende: Tru è una giovane medico che fa il turno di notte all'obitorio ed è in grado di sentire le richieste di aiuto di alcuni cadaveri; la giovane torna allora indietro nel tempo per rivivere il loro ultimo giorno di vita, cercando di cambiare il futuro e strapparli alla morte. C'è poi Melinda Gordon di Ghost whisperer, novella sposa con un dono tutto speciale: comunicare con le anime dei morti che non riescono ad abandonare la dimensione terrena a causa di questioni irrisolte con i loro cari; Melinda aiuterà vivi e morti a liberarsi da angoscie, sensi di colpa, cose non dette, permettendo ai primi di continuare serenamente le loro vite e ai secondi di ascendere finalmente al cielo.
Infine, direttamente dal Buffyverse, c'è lui, l'affascinante, indimenticabile Angel. Il vampiro tanto amato, a suo tempo, dalla cacciatrice, vive ora nella città degli angeli, L.A., dove conduce le sue indagini investigative... rigorosamente notturne. Con lui ritroviamo vecchie conoscenze di Sunnydale: Cordelia, Faith, Spike.
E lei, Buffy? Non è certo sparita dalla circolazione, le sue avventure proseguono, ma in un'altra dimensione.... quella del fumetto. La stagione 8 racconta, attraverso una trentina di albi, le cronache dell'esercito delle 500 cacciatrici attivate da Buffy nel finale della serie TV. La nostra ammazzavampiri, nel passaggio dallo schermo alla pagina, è comunque in buona compagnia: avevamo già ammirato le avventure a fumetti di Fray, cacciatrice nel Buffyverse del futuro, un'altra creatura del geniale Joss Whedon. Non solo: si è appena conclusa, dopo 9 anni, l'entusiasmante saga a fumetti di un'altra simpatica biondina d'assalto, una sentinella prescelta per scacciare demoni e mostri di ogni tipo che da altri mondi si riversano sulla terra. E' Gea, protagonista dell'omonimo fumetto di Luca Enoch edito da Bonelli, che ci trascina in un'epica battaglia tra forze del bene e del male, per il diritto a popolare il pianeta.
Ma l'eredità di Buffy non è solo questo, c'è molto di più...
LA RIVINCITA DELLE BIONDE
Con Buffy, la rivoluzione femminista arriva in TV e picchia duro, a colpi di kung fu e sortilegi. Perché Buffy è stato soprattutto uno show sul potere delle donne. Raramente si era visto un horror al femminile. O meglio, un horror al femminile in cui le protagoniste, urlando a squarciagola, non finissero tutte sbudellate da un maniaco assassino. Ma grazie a Buffy e Willow, le donne passano da vittime indifese a salvatrici del mondo.
L'ammazzavampiri ha fatto scuola... Un anno dopo arrivano le sorelle Halliwell di Streghe: anche Prue, Piper, Phoebe e Paige sono pronte a tutto per liberare il mondo dai demoni malefici, anche a morire... più volte! Oggi, poi, assistiamo a un vero e proprio boom del mistery soprannaturale al femminile. Medium, Ghost whisperer, Tru calling: le protagoniste sono tre eroine che mettono il loro sesto senso al servizio del prossimo. Allison Dubois, True Davies, Melinda Gordon sono donne responsabili, generose, coraggiose. E non hanno certo paura dei fantasmi! Così, dopo Samantha (Vita da strega) e Jeanny (Strega per amore), le streghette sexy e pasticcione degli anni '50, i cui poteri magici servivano solo a complicare la vita dei loro uomini, ecco finalmente delle donne in grado di controllare poteri magici, forze occulte, premonizioni. Per rendere questo mondo un posto migliore.
Ma, anche senza vampiri e demoni in vista, sappiamo riconoscere un'eroina della scuola di Buffy quando ce la troviamo davanti. E' un'altra liceale biondina di un altra ridente cittadina californiana, e anche lei ha un bel da fare a svelare misteri e sconfiggere il male, anche se questo assume le sembianze più prosaiche e banali di uomini d'affari, sceriffi, madri di famiglia e compagni di scuola. Stiamo parlando, ovviamente di Veronica Mars, una che ha la grinta e la determinazione di un'ammazzavampiri, che da sola sa tenere a bada bulli, bande di motociclisti e sceriffi arroganti. Anche lei deve fare i conti con la perdita di un genitore. Anche lei, come la nostra cacciatrice, è chiamata dalle circostanze a vivere una vita diversa da quella di tutti i suoi coetanei e compagni di scuola, un'adolescenza meno spensierata e leggera.
ADOLESCENZA DA PAURA
Perchè Buffy, non è stato solo un telefilm sui mostri, ma anche uno sguardo nuovo e originale al lato più mostruoso della vita... l'adolescenza. Quando ci sei dentro, l'adolescenza può essere un lungo film horror! Quello che ci ha raccontato Whedon in tutti questi anni, non è la saga di un'eroina con superpoteri, ma la storia di una ragazza che cresce e impara a prendere su di sé grandi responsabilità. Lo stesso vale per i suoi amici e alleati: oltre a combattere i vampiri, tutti i membri della Scooby Gang devono scontrarsi con i loro demoni interiori. Spesso le due cose coincidono: i loro antagonisti sono la metafora di un aspetto della vita che i ragazzi devono affrontare per crescere. La serie ha mostrato meglio di tanti teen drama quell'incubo che può essere l'adolescenza, con tutte le prove e i nemici da affrontare. Ma anche la forza dell'amicizia, la possibilità di cambiare, le scelte che faranno dei nostri eroi dei buoni adulti.
In questo senso, l'erede più prossimo di Buffy è Smallville: anche questo telefilm inizia con una prima stagione più semplice, organizzata secondo lo schema ricorrente del “mostro della settimana”, per poi diventare una complessa coming of age story, come dicono gli americani: la storia cioè di un ragazzo che cresce e delle scelte che deve affrontare per diventare grande, il tutto rimanendo fedele a se stesso e agendo per il bene della comunità. Come Buffy Summers, Clark Kent, è diverso da tutti i suoi coetanei, ha poteri speciali. Ma questi non semplificano la sua vita, anzi: con essi, come Spiderman sa bene, arrivano grandi responsabilità. Come gestirle, Clark lo imparerà giorno per giorno, crescendo. Così quello che alla fine lo rende un vero eroe, non sono le sue doti sovrumane, innate, ma quelle “semplicemente” umane, acquisite faticosamente grazie all'esperienza, le delusioni, gli scontri, l'amore, la scuola, la famiglia, gli amici. Sarà quest'adolescenza sofferta e movimentata a renderlo, da grande, Super.
SCELTI DAL DESTINO
Questo ci porta ad un altro punto che accomuna Buffy ad alcuni personaggi telefilmici di oggi: la predestinazione. Buffy scopre che il suo destino è quello di essere un ammazzavampiri. Con il tempo, e con molto spirito di sacrificio, arriverà ad accettare il ruolo che è stato scelto per lei: da quel momento non sarà più una teenager come le altre, ma una cacciatrice che si chiede se arriverà mai a festeggiare i 25 anni. Analogamente, i personaggi di Heroes sono strappati alle loro vite “normali” dall'inaspettata scoperta dei loro superpoteri. Non diversamente da Buffy, dal suo Osservatore Giles o da Harry Potter, “the chosen one”, questi personaggi ricevono una chiamata dal destino: non hanno scelto loro inizialmente una vita da eroi, ma sono stati scelti. Ora dovranno lasciarsi il vecchio mondo alle spalle, scoprire il motivo dei loro doni speciali, e compiere la missione cui sono stati chiamati: salvare il mondo. Così, non possiamo non pensare per un attimo alla nostra cacciatrice quando, nell'episodio pilota di Heroes, vediamo la bionda cheerleader, armata di coraggio e determinazione, buttarsi ripetutamente da un cavalcavia o lanciarsi in un incendio per testare i suoi nuovi misteriosi poteri... e scoprire così che da quel momento niente sarà più come prima.
Ma cè anche chi è stato scelto dal destino... per ribellarvisi contro: e Tru Davies cui è stato concesso il potere di cambiare il passato per strappare alcune persone alla morte. La ragazza dovrà scontrarsi con un altro agente del Fato, il collega Jack che invece si rifiuta di aiutare i defunti, sostenendo che i morti devono rimanere tali perché così è stato stabilito dall'alto. I due, quindi, sono i prescelti di due opposti Poteri che controllano il destino degli uomini. Ci sarebbe materiale per uno scontro epico tra entità primigenie soprannaturali, una guerra mitologica degna di Buffy e la sua Gang... ma purtroppo la Fox ha interrotto la serie prima del termine, privandoci dei suoi grandiosi sviluppi.
In conclusione, l'influenza del telefilm di Whedon sulla TV e i suoi legami con la cultura contemporanea sono ricchissimi, e vanno ben al di là di un fortunato spinoff, un sequel a fumetti e un gruppo di attori cult. Parliamo di storie di crescita e di morte, di mostri umani e uomini senz'anima, di eroi e nauralmente di eroine, di destino e di libero arbitrio, del lato oscuro della vita e dell'adolescenza.... Dobbiamo prenderne atto: molto di quello che vediamo in TV, e non solo, viene da lì, da quel luogo spaventoso ma appassionante, misterioso e divertente che abbiamo imparato ad amare: il Buffyverse. Da qualche parte deve esserci un portale...























